Farnia

Nome scientifico: Quercus robur L. s.s.
Famiglia: Fagaceae
Sinonimo: Quercus peduncolata Ehrh.
Nome volgare italiano: 
Quercia penducolata, farnia

Descrizione
Albero caducifoglio di grandi dimensioni e di elevata longevità (8-10 secoli), che può oltrepassare i 30-35 m di altezza ed i 2 m di diametro. Presenta un tronco robusto (dal quale a breve altezza dal suolo si dipartono enormi rami) ricoperto da corteccia di colore marrone-scuro e particolarmente fessurata in solchi longitudinali e sinuosi. Le foglie, semplici ed alterne, brevemente picciolate, a lamina molto grande (7×13 cm), stretta alla base e larga nella parte superiore, sono divise in lobi arrotondati, di cui i primi due basali si presentano asimmetrici ed i terzultimi hanno la massima larghezza. I frutti (1-3), acheni (ghiande), sono portati da un lungo e gracile peduncolo (2-7 cm). La cupola subemisferica, che ricopre per circa un terzo la ghianda, è formata da squame rombiche e bene appressate, che la rendono quasi liscia o appena zigrinata.

Biologia
Fanerofita arborea con fiori, che compaiono in aprile-maggio assieme alle foglie, riuniti in amenti appariscenti. I frutti maturano nell’autunno dello stesso anno in cui è avvenuta la fecondazione. Si propaga per seme.
Numero cromosomico: 2n = 24.

Distribuzione
Tra le nostre querce è quella con areale più esteso. E’ infatti largamente diffusa in quasi tutta l’Europa: a nord, dalla Spagna settentrionale alla regione del Volga; a sud, dal territorio italiano (tranne quello calabro e sardo) fino al Caucaso. Nelle Marche si rinviene solo in boschi planiziari relitti (come quelli di Pelagallo e dell’’Abbadia di Fiastra), costituiti da altre querce caducifoglie tra cui il cerro e la roverella, alle quali si associano anche il carpino bianco, il nocciolo, l’olmo ed il frassino. Nella Selva si rinviene sporadicamente.

Ecologia
Vive in zone climatiche sia umide che secche, sopportando invernate rigide e gelate tardive mentre è molto esigente riguardo al suolo. Vegeta, infatti, solo su terreni fertili, non troppo compatti, profondi, senza ristagno d’acqua e con falda freatica superficiale.

Note
Tale quercia, divenuta estremamente rara su tutto il territorio italiano, nelle Marche era diffusa su buona parte dei terrazzi fluviali dove, assieme ad altre caducifoglie, formava complessi forestali mesofili particolarmente estesi soprattutto dove i fiumi attraversavano le piane alluvionali. E’ specie protetta dalla Legge Regionale del 13 marzo 1985, n.7 e successive modifiche. I rami e le ghiande della farnia adornano lo stemma del Comune di Castelfidardo.